Il gruppo 2013

The Rolling Claps sono circa una ventina, viandante più, viandante meno.

Tentano quest’anno l’ardua impresa*:

Luigi Nacci, detto “Il Senzalluce” (2010/2011/2012)
Furio Pillan, detto “Il Timbalero” (2010/2011/2012)
Stefano Fusetti, detto “Mondiale” (2011/2012)
Daniela Boselli, detta “La Mentirosa” (2012)
Luiz Melo Sousa, detto “O Pé Coxinho” (2012)
Massimo Mirabile, detto “Masterchef” (2012)
Andrea Maneri, detto “L’Attuario Fasciato” (2012)
Cristina Favento (2011)
Matteo Danieli
Sara Alzetta
Giovanni Portosi
Sabina Viezzoli
Luca Di Piazza
Tanja Bole

* Di ogni membro è indicato, laddove esista, lo pseudonimo conquistato sul campo. Tra parentesi gli anni dei cammini verso Venezia a cui si è partecipato.

*****

Luigi

Sono un viandante. Quando non cammino tento di scrivere, di leggere, di formulare ipotesi sul mondo in cui vivo. Cammino perché, camminando, oppongo l’umano al disumano.
Vengo detto “Il Senzalluce”.
È la quarta volta che i miei piedi puntano Venezia.
Ho un blog: qui.

*

Furio

Nato a Roma nel ’75, ha vissuto nella bassa friulana, poi si è trasferito a Trieste, dove si è laureato in ingegneria. Per diversi anni ha corso i 400 metri, poi ha conosciuto “Gli Ammutinati” e si è dato alla poesia.
Ha imparato a camminare ad appena 1 anno e da allora non si è mai fermato.
Detto “Il Timbalero”. Questa è la sua quarta volta a Venezia.

*

Stefano

Detto “Mondiale”. Questa è la sua terza volta a Venezia.

*

Daniela

Seconda volta sul Cammino di Venezia. Detta “La Mentirosa”.
Più che Pellegrina o Viandante mi definirei “randagia”… per destino e non sempre per volontà. Sono molto legata alle mie origini monregalesi e il Monviso è l’unico panorama che mi faccia sentire davvero a casa, purtroppo però finisco sempre per allontanarmici. Amo camminare e mi piaccio quando cammino … quando cammino divento quella che vorrei essere anche quando sto ferma e per questo motivo cammino più che posso. Cerco di dimenticarmi la meta e di godermi la strada, ma non sempre ci riesco.
L’anno scorso ho imposto al gruppo la colonna sonora e anche per quest’anno ho grandi idee…
Non vedo l’ora di partire!

*

Luiz

Nato a Parede, paese fondato nel 1911, da fervorosi repubblicani, un’anno dopo alla caduta della monarchia in Portogallo. L’anno successivo alla mia nascita usciva negli Stati Uniti, On the road di J. Kerouac, il che lasciava sperare bene per il bambini nato in piena beat generation. Bummmm! Letto il libro nei primi anni settanta e da allora, la frenesia del muovermi, e muovermi a piedi, iniziò.
Terzo di nove fratelli e fedele alla tradizione fiabesca, lasciai molto presto la casa materna per andare a correre il mondo in cerca di avventure.
Di avventura in avventura, accumulai alcuni zaini, alcune migliaia di libri, mi ritrovai circondato dalla mia compagna, due figlie, diverse pecore, cani, i gatti che ogni volta devono scendere a patti con il cane di turno, tutto questo sul lago di Como.

“I was standing on the hot road underneath an arc-lamp with the summer moths smashing into it when I heard the sound of footsteps from the darkness beyond, and lo, a tall old man with flowing white hair came clomping by with a pack on his back, and when he saw me as he passed, he said, “Go moan for man,” and clomped on back to his dark. Did this mean that I should at last go on my pilgrimmage on foot on the dark roads around America? ”

Detto “O Pé Coxinho”. Questa è la sua seconda volta a Venezia.

*

Massimo

Frà Massimo da Palermo, classe 1971, analista di sistemi col pallino della poesia, pronipote orgoglioso d’orgogliosissima bisnonna furlana: Giovanna, capostipite del ramo materno, da quel di Toppo di Travesio emigrata in Sicilia negli anni a cavallo tra le due guerre, insieme alle due figlie Rosetta ed Oliva, per amore d’un milite siculo. Giovanna, che portò con sé memorie e canti, parole, immagini e sapori della sua straordinaria terra. E molto dopo Massimo, che da bambino prendeva sonno con la nine-none della nonna “forastiera”, la stessa Rosetta che gli preparava certe golose stranissime frittate col formaggio e le patate, delle quali solo quarant’anni dopo avrebbe imparato il nome. Massimo, che ancora e sempre per amore avrebbe trovato il suo Friuli, dopo aver percorso centinaia di volte centomila miglia sull’asse Palermo-Trieste, desiderando ogni volta d’essere un punto minutissimo disperso in quel magnifico ricamo di campi, villaggi, boschetti e canali che, veloce volandoci sopra, solo poteva ammirare dall’alto… e adesso invece quasi c’è: sarà in cammino, per quei luoghi. Adesso quasi, sulla via d’un vero, sentito, meditato e meritato ritorno; prossimo un incanto che – vuoi il caso vuoi il destino – già riconobbe nel 2006, riflesso negli occhi e nel sorriso della sua compagna. Furlana, s’intende…
Detto “Masterchef”. Questa è la sua seconda volta a Venezia.

*

Andrea

Come sempre dà la sua adesione all’ultimo, non sapendo quanta disponibilità abbia, e poi c’è la famiglia, e il lavoro, e i terremoti, tremende inondazioni, le cavallette…
Fatto sta che anche stavolta farà parte della combriccola, ma solo part-time e probabilmente nemmeno quest’anno raggiungerà Venezia, ma d’altronde, come ormai è chiaro, Venezia non è la meta.
Lo scorso anno scrisse: “Ho vissuto in Sicilia, a Roma, a Udine, senza contare brevi periodi a Firenze e Milano. Più che viandante, un nomade. Ora vivo da qualche anno a Trieste, ma non è detto.” Infatti, non è detto. Ora rivive il Friuli-Venezia-Giulia da pendolare, in treno, osservando dal solito finestrino strade e sentieri già percorsi – in parte – lo scorso anno, e che lo chiamano, ogni mattina ed ogni sera, come sirene che ti esortano a prendere lo zaino e a rallentare, a passo d’uomo, nonostante le due ginocchia già rottamate.
Qualche piacevole – e sempre troppo breve – esperienza sui cammini spagnoli, in direzione Santiago, e in Italia – in direzione Roma.
In sua assenza è stato soprannominato “L’Attuario Fasciato”, ma essendo assente ingiustificato, mo’ se lo tiene.
E’ al suo secondo percorso in direzione Venezia.

*

Cristina

Nata un caldo dì del ’78, scrittrice e giornalista, laureata in Scienze della comunicazione, domiciliata a Trieste quando capita. Collaboratrice per il quotidiano Il Piccolo, Vero Viaggi, Affaritaliani.it, Fucinemute.it, Minube.it e per il trimestrale Papageno. Irrequieta viaggiatrice per passione, ottimista per scelta, dinamica e intraprendente per curiosità intellettuale, innamorata della vita per sana irrazionalità, scrittrice per diletto e castigo. Pellegrina.

*

Matteo

Nasce a Trieste il 25.07.1974. Cresciuto a Roma per il trasferimento dei genitori nella capitale viene educato alla lettura dalla seconda balia che lo spinge a passare dai romanzi per ragazzi (Jerome, Verne, Salgari, Saint-Exuperie) alla letteratura italiana quando entra nella scuola secondaria inferiore. A questo periodo risalgono soprattutto Carducci e Pascoli e l’insorgenza di una volontà di poesia, ma chiusa questa prima fase si apre un buco e un allontanamento dalla scrittura che non verrà colmato sino all’ingresso nell’Università. Dopo un primo anno fallimentare alla Facoltà di Chimica della seconda Università di Roma, abbandona questo progetto per tornare a Trieste e iscriversi alla Facoltà di Lettere e Filosofia del capoluogo giuliano. Il decorso degli esami è lento e faticoso, comune a molti studenti non convinti che questo sia il reale campo di confronto in cui misurare le proprie aspirazioni artistiche e letterarie, ma è proprio questo ambiente invece a fornire la possibilità di incontrare altri studenti e scrittori con cui nel 1999 fonda il gruppo <> nel tentativo di contrastare la cattedrale degli intellettuali triestini e la chiusura culturale a cui è stata relegata la città.
Il gruppo tenta la strada dei reading, l’approccio popolare, per contrastare da un altro piano la morsa. Il concetto chiave di questa operazione si basava sull’oralità e sul tentativo di instaurare nuovamente una sensibilità poetica dentro il linguaggio dello spettatore. Spettatore è il nuovo termine di paragone con cui confrontarsi: diventa necessario affiancare all’arma della lettura il teatro e la musica. È così che compie il miracolo di diventare spettatore di se stesso e questa bio potrebbe essere pura invenzione.

*

Sara

Sono nata poco dopo grandi successi calcistici nazionali, nei luoghi del Menocchio e allo sbocco del Cellina, il torrente che ha dato origine all'”energia” (idroelettrica) della mia vita da “figlia della luce”, come più comunemente è nota la prole dei dipendenti ENEL. Da padre valcellinese, madre veneziana e nonno zoldano, percorrerò a piedi una linea di congiunzione delle mie origini.
So cosa significhi andare, spostarsi, muoversi e cambiare, ma ancora non ho imparato cosa voglia dire andare piano. Inizierò da qui.

*

Giovanni

Sono nato a Taranto, nella bella e assolata di Puglia. Sono cresciuto a Udine, nel Friuli generoso e schivo. Ho vissuto come una fortuna il poter vivere l’incontro tra culture così diverse del nostro Paese, meraviglioso e maledetto.
Vivo a Trieste da diversi anni, dove sono un orgoglioso servitore dello Stato. Spesso dico che me ne voglio andare. Ma poi resto perché a Trieste, anche se cerco di nasconderlo, voglio un gran bene.
Mi sento una persona fortunata, perché nella vita non mi è mancato nulla. Ma ogni tanto mi lamento, per precauzione.
Mi piace ascoltare, perché penso che chiunque abbia qualcosa da raccontare.
Voglio vivere la mia vita nel rispetto della diversità e della dignità di ogni persona.
Di cammini so poco, però so che mi piace andare.

*

Sabina

3* anni (ma dicono ne dimostri di meno), nata a Trieste, cresciuta a Trieste, vive a Trieste. Ma da lì, appena può, parte per andare; se a piedi, ancora meglio. Ha camminato lungo svariati sentieri del Carso, sui monti della Carnia e del Veneto, sui Pirenei, a Ischia, a Capraia, nella foresta Laurisilva e sull’isola di La Palma alle Canarie, attraversato le Cinque Terre. Sempre con molta calma. Ha una profonda avversione per i trolley e in viaggio non rinuncerebbe allo zaino nemmeno sotto tortura.

*

Luca

No, per cortesia, non mi chiedete di scrivere qualcosa su di me che nelle ultime settimane ho mandato un mucchio di candidature e ho dovuto fare il supercool e rischio di dirvi quanto figo sono a coordinare progetti di IT e…ah! ci stavo cascando di nuovo. Vabbè: sono nato a Palermo, sono rinato a Trieste, RInato a Berlino, RINAto in viaggio tra Argentina e Stati Uniti e sono certo che mettermi in cammino con voi porterà il maiuscolo anche su quell’ultima sillaba. Generalmente cammino in città e mi piace assai, ma a volte c’è troppo rumore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *