Il gruppone

FURIO

Nato a Roma nel ’75, ha vissuto nella bassa friulana, poi si è trasferito a Trieste, dove si è laureato in ingegneria. Per diversi anni ha corso i 400 metri, poi ha conosciuto “Gli Ammutinati” e si è dato alla poesia.
Ha imparato a camminare ad appena 1 anno e da allora non si è mai fermato. Questa è la sua terza volta a Venezia.

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MASSIMO

Frà Massimo da Palermo, classe 1971, analista di sistemi col pallino della poesia, pronipote orgoglioso d’orgogliosissima bisnonna furlana: Giovanna, capostipite del ramo materno, da quel di Toppo di Travesio emigrata in Sicilia negli anni a cavallo tra le due guerre, insieme alle due figlie Rosetta ed Oliva, per amore d’un milite siculo. Giovanna, che portò con sé memorie e canti, parole, immagini e sapori della sua straordinaria terra. E molto dopo Massimo, che da bambino prendeva sonno con la nine-none della nonna “forastiera”, la stessa Rosetta che gli preparava certe golose stranissime frittate col formaggio e le patate, delle quali solo quarant’anni dopo avrebbe imparato il nome. Massimo, che ancora e sempre per amore avrebbe trovato il suo Friuli, dopo aver percorso centinaia di volte centomila miglia sull’asse Palermo-Trieste, desiderando ogni volta d’essere un punto minutissimo disperso in quel magnifico ricamo di campi, villaggi, boschetti e canali che, veloce volandoci sopra, solo poteva ammirare dall’alto… e adesso invece quasi c’è: sarà in cammino, per quei luoghi. Adesso quasi, sulla via d’un vero, sentito, meditato e meritato ritorno; prossimo un incanto che – vuoi il caso vuoi il destino – già riconobbe nel 2006, riflesso negli occhi e nel sorriso della sua compagna. Furlana, s’intende…

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DONATELLA

Friulana che abita a Trieste da 11 anni, ho avuto occasione di incontrare “i camminatori” l’anno scorso alla penultima tappa, a Jesolo, stanchi per il peso dei chilometri macinati, ma con dentro lo zaino un sacco di cose da raccontare. Provenivo (in auto) dall’aeroporto di Venezia dove era appena arrivato il mio compagno, ed è bastato fermarsi un’ora o due, seduti attorno a una griglia e a un bicchiere di vino improvvisati, per vedersi offrire questi pezzi di storie semplici, a volte tragicomiche, irresistibili. Le prime cose che ho provato sono state entusiasmo e gratitudine. Forse per l’invito implicito ad esserci momento per momento, o forse soltanto perché è bello incontrare qualcuno che va al ritmo dell’erba sul ciglio della strada, per il solo desiderio di andare. Mi hanno contagiata così, l’ho realizzato mentre lasciavo ai viandanti un piccolo pegno, ribattezzato “la bomba slovena”: un gel rinfrescante che tenevo in auto per il mio lavoro di fisioterapista.
Quest’anno ho raccolto l’invito e vorrei camminare anch’io (con gel a seguito ovviamente). Perché? Innanzi tutto perché andare per le campagne della “bassa” appartiene già al mio modo di essere, sono cresciuta a Torviscosa. Mi sono familiari le strade bianche costeggiate dai pioppi, le ho percorse spesso in bici o a piedi, facendo lo slalom tra le pozzanghere per riordinare i pensieri, guardando il susseguirsi di campi e fossi, rimanendo a bocca aperta per l’improvviso balzo di un capriolo o il tuffo di una poiana fino a poco prima sospesa nello “spirito santo”. Ho vissuto le brevi “immersioni” in questi luoghi in modo dapprima spensierato, poi doloroso, a volte intimo, forse autoriferito. In fondo sono ciò che mi è rimasto di una radice forte, paterna, strappata. Ne sono sempre riemersa come di soppiatto, talvolta con un piccolo tesoro personale, tornando alla normalità di una casa, delle cose da fare. Non ho mai condiviso un pellegrinaggio, non è mai stato un andare permanente, con uno zaino in spalla diretti verso un luogo dove essere accolti, bussando ad una porta e ringraziando per ciò che viene offerto. Vorrei questa volta provare ad espormi, a viverlo in modo aperto. A convivere il cammino. Mi sento già un po’ conviva 🙂 e spero di arrivare….intera.
Buon cammino a tutti.

(nella foto: in versione “straccio appeso a un noce”)

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CLAUDIO

Ho 44 anni, abito a Cordovado (PN). Ho fatto due volte il Cammino de Santiago, nel 2010 e 2011(Camino Frances). A fine settembre di quest’anno partirò da Sevilla, lungo la Via de la Plata. Sono un hospitalero volontario.

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LUIZ

Nato a Parede, paese fondato nel 1911, da fervorosi repubblicani, un’anno dopo alla caduta della monarchia in Portogallo. L’anno successivo alla mia nascita usciva, negli Stati Uniti, On the road di J. Kerouac, il che lasciava sperare bene per il bambini nato in piena beat generation. Bummmm! Letto il libro nei primi anni settanta e da allora, la frenesia del muovermi, e muovermi a piedi, iniziò.
Terzo di nove fratelli e fedele alla tradizione fiabesca, lasciai molto presto la casa materna per andare a correre il mondo in cerca di avventure. Di avventura in avventura, accumulai alcuni zaini, alcune migliaia di libri, mi ritrovai circondato dalla mia compagna, due figlie, diverse pecore, cani, i gatti che ogni volta devono scendere a patti con il cane di turno, tutto questo sul lago di Como.

“I was standing on the hot road underneath an arc-lamp with the summer moths smashing into it when I heard the sound of footsteps from the darkness beyond, and lo, a tall old man with flowing white hair came clomping by with a pack on his back, and when he saw me as he passed, he said, ‘Go moan for man’, and clomped on back to his dark. Did this mean that I should at last go on my pilgrimmage on foot on the dark roads around America?”

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EMILIA

Curiosa esploratrice e grande sognatrice (più che altro con la testa tra le nuvole!), non aspetto altro che vedere da un’altra prospettiva il Friuli in cui sono nata, cresciuta, terra che ho spesso odiato e troppo poco amato… spero mi riservi mille sorprese, ma non mi faccio aspettative, il cammino è lungo ed è tutta una scoperta! Sogno da 30 anni di mettere lo zaino in spalla e partire con i miei piedi… sogno di incontrare gente nelle osterie di paese, gente davanti alle boutique della frutta, gente che cammina come me, ma magari solo per andare dal dottore… gente che lavora ancora la terra, bambini che vanno ancora in bici e vecchi che se la raccontano seduti alle panchine comunali… spero ci sia ancora qualcosa da raccontare per loro e orecchie che li possano ascoltare… Buon viaggio a tutti, buon viaggio a me stessa!

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MARCO

C’è sempre un buon motivo per camminare, basta trovarlo! Io non l’ho ancora trovato, per ora ho incominciato a camminare un po’ più piano… ascolto, rifletto, condivido, spesso sorrido, sudo, bevo e mangio di gusto. E quando sono stanco? Mi fermo. Se piove cerco un posto al riparo, ma se c’è il sole, invece, cerco dell’erba morbida su cui distendermi. Tutto questo in attesa del momento in cui capirò perché ho incominciato a camminare, ma soprattutto perché continuo a farlo.. ancora non lo so! Nel frattempo ho scoperto tanto su di me e sul rapporto che ho con ciò che mi circonda. Questa scoperta è un insieme di cose, esperienze e sensazioni che hanno un grande valore e che stanno tornando utili a me e a chi mi sta vicino: mi vedono più rilassato, attento, interessato, curioso, o semplicemente più disponibile, forse solo più paziente.
Dopotutto mi rendo conto che non ho cosi tanta fretta di sapere per quale motivo sto camminando…

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DANIELA

Eccomi. Sono una pellegrina. Mi piace andare e mentre vado sto bene. Anche i problemi che sembrano insormontabili mentre cammino si ridimensionano; la meta mi interessa ma non mi è sempre chiara quando parto. Mi piace scoprirla andando! E poi mi piace avere tutte le cose importanti con me, nello zaino e lasciare il resto a casa, tanto non serve.
Sono nata e cresciuta a Mondovì e quello rimane il posto più bello al mondo per me. Non ci vivo più, ma ci torno spesso. Sono una persona ottimista, patologicamente ottimista, quasi fastidiosa. Vedo il bicchiere sempre mezzo pieno e penso che ci sia sempre una via d’uscita. Mi fido delle persone e questo a volte mi ha portato a soffrire, ma tanto non imparo e comunque penso che ne valga sempre la pena…e poi, non potrei farne a meno. Sono curiosa. Mi piace imparare. Mi sono scelta un lavoro bellissimo. Faccio la ricercatrice e questo mi permette di passare la maggior parte del mio tempo a studiare e inventare storie. Altre cose … adoro la pizza, la montagna, i gatti, non mi piace guidare il mio colore preferito è il rosso, ma a volte cambia, mi piace la neve e l’inverno. Vivo a Castelleone, vicino a Crema, e ci sto bene.

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ANDREA

Andrea, 31 anni. Ho vissuto in Sicilia, a Roma, a Udine, senza contare brevi periodi a Firenze e Milano. Più che viandante, un nomade. Ora vivo da qualche anno a Trieste, ma non è detto. Anni di corsa, calcetto e pallavolo mi hanno portato a fare visita alla chirurgia ortopedica per entrambe le ginocchia, ora seguo il consiglio della famosa Tartaruga di Bruno Lauzi (evidente caso di atto intimidatorio) e ho rallentato. Dopo esperienze di viandanza su Cammino di Santiago e Via Francigena, e una splendida esperienza da hospitalero che spero di replicare appena possibile, non vedo l’ora di mettere zaino in spalla per percorrere strade e sentieri intravisti troppe volte ma troppo velocemente da un finestrino del treno o al volante di un bolide (anche le Fiat Punto del 93 vanno troppo veloci).

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STEFANO

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LUIGI

Sono un viandante. Quando non cammino tento di scrivere, di leggere, di formulare ipotesi sul mondo in cui vivo, o di fare l’hospitalero volontario. Cammino perché, camminando, oppongo l’umano al disumano. È la terza volta che i miei piedi puntano Venezia.

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(e poi ci sei tu, caro lettore, che se vorrai ci raggiungerai sulla strada)

3 Comments:

  1. Il solito semplice meraviglioso augurio di buon cammino

    Caminante, son tus huellas
    el camino, y nada mas;
    caminante, no hay camino,
    se hace camino al andar.
    Al andar se hace camino,
    y al volver la vista atras
    se ve la senda que nunca
    se ha de pisar.
    Caminante, no hay camino,
    sino estelas en la mar.

  2. Claudio Cargnelutti

    Ho appena accompagnato per un breve tratto Andrea verso i Casali Marianis, venendo a sapere da lui di questo sito, che ho subito visitato; buon cammino, vi invidio e vi invito a dare un’occhiata (anche più d’una) ad un blog veramente interessante, di una giovane coppia francese, sposati a luglio dell’anno scorso e subito dopo partiti da Notre Dame a Parigi per Gerusalemme, dove sono arrivati in circa 8 mesi proprio in tempo per la settimana santa; ho avuto il piacere di conoscerli in occasione del loro passaggio per il mio paese, San Giorgio di Nogaro, ad ottobre 2011; l’indirizzo del blog è http://louisetmarieversjerusalem.over-blog.com.

    Buon cammino.

    Claudio

  3. Cristina Favento

    avrei tanto voluto esserci ragazzi, mi piange ancora il cuore, maledetta febbre 🙁
    ultreia

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