Il mio zaino è la mia casa

Lo zaino del pellegrino è materia di studio enciclopedico. Lo zaino è il vangelo del pellegrino. È roba su cui non si può scherzare.

La prima volta che andai a Santiago, il mio zaino pesava 14 kg. Dopo una settimana di cammino, ne pesava poco più della metà. Sapevo già prima di partire che era troppo pesante, ma era un errore che dovevo compiere. Se non mi fossi sentito così pesante in quella prima settimana, come avrei potuto godere della leggerezza? Promemoria: a ciascuno il suo (cammino).

Il mio zaino ha una capienza di 65 litri. Credo abbia 13 anni, forse più. Il mio zaino è la mia casa. Un terremoto può abbattere una casa, ma uno zaino no.

Ho visto coreani smunti come monaci con zaini di 25 kg. Ex legionari francesi con zaini di 4 kg. Zaini tattici da guerriglia, trolley da convention, sacchi neri delle immondizie legati in vita, borse della spesa portate a mano. Ho visto gente camminare senza zaino. Erano pellegrini anche loro, forse turisti con la macchina di appoggio, forse malati di cuore, che importa, pellegrini anche loro.

Io sono un pellegrino sbagliato, per cui lo zaino lo sbaglio sempre. Lo carico spesso più del necessario, per due ragioni:
1) e se non tornassi più a casa? se mi perdessi per il mondo?
2) il peso ti schiaccia a terra, della terra ti puoi fidare.

Ci sarà sempre qualcuno che ti dirà: il tuo zaino non è ben equilibrato, è troppo pesante, non è impermeabile, non si vede di notte, è brutto, non è di marca, è sporco, è scomodo, non è all’avanguardia. Qualcuno ti dirà: il tuo zaino non è un vero pellegrino. Tu risponderai facendo spallucce, sorriderai, dirai con gentilezza: buon cammino.

Da qualche anno ho iniziato a pesare tutto quello che metto nello zaino. Da quando lo faccio, lo zaino pesa di meno. Poi deliberatamente ci aggiungo qualcosa di inutile. In ogni caso, gli oggetti più pesanti li metto sul fondo, aderenti alla schiena. Quello che segue è il modello primaverile-estivo al quale sono approdato dopo innumerevoli fallimenti. È un modello (assai) variabile. Lo zaino invernale è tutta un’altra storia. Ecco uno standard:

zaino 1,7 kg
materassino autogonfiante 950 g
sacco a pelo 720 g
poncho pioggia 410 g
ciabattine doccia & riposo 110 g
fodera cuscino 120 g
torcia 40 g
mollette 40 g
asciugamano 210 g
fascia schiena 110 g
3 magliette (2 man corte, 1 man lughe) 600 g
3 pantaloni (2 lun, 1 cor) 980 g
gilet (senza man) 380 g
3 paia calze 180 g
5 paia mutande 200 g
libro tascabile 115 g
guida cammino 600 g
cappellino 55 g
fazzoletti & carta igienica 120 g
borsa medicinali 500 g
borsa bagno 550 g
caricatore tel & caric macchina fotografica 220 g
sacchetti per roba sporca 20 g
tot. 9 kg

Nel marsupio comodamente in vita metto ciò che serve a portata di mano: credenziale, documenti, portafogli, telefono, macchina fotografica o videocamera, fischietto, penna, block notes, tappi per le orecchie, occhiali da sole, accendino; fuori dallo zaino: bordone o bastoncini; soprattutto: scarponcini o scarpe o sandali (basta siano collaudati).

Eventuali accessori per appesantirti, nel caso tu ne avverta il bisogno: phon; costume da bagno; libro da 1000 pagine; borraccia; tenda; ghette; scarpe di ricambio; ombrello; coprizaino; creme solari; cibi in scatola non commestibili; iPod; gps; altri indumenti; coltellino a serramanico; borraccia; gavetta; pc portatile; crema per labbra; album foto del tuo, della tua ex; stecca di sigarette; stecca di preservativi; souvenirs; amuleti contro il malefico dio delle veschiche e delle tendiniti; qualsiasi cosa pesi più di 500 g.

Sappi che non cammini nel Deserto dei Gobi. In Europa esistono più negozi che pellegrini. Compra quello che ti serve, quando non ti serve più lascialo in un ostello, in un bar. Servirà a qualcun altro.

Promemoria: a ciascuno il suo (zaino).